Carpfishing in Cava. L'attrezzatura necessaria

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Per in cava si intende la pesca alla carpa praticata in antiche zone di scavo ed estrazione di ghiaia che si sono trasformate in laghi artificiali nel momento in cui, col procedere dei lavori, la falda acquifera è stata portata alla luce allagando l'area.

In maniera artificiale ma anche in modo naturale, questi specchi d'acqua sono poi stati popolati con vari tipi di pesce e con il passare del tempo hanno raggiunto un buon equilibrio ambientale diventando dei veri e propri ecosistemi autosufficienti tanto da portare all'aumento ed all’accrescimento dei pesci presenti sia come taglia che come numero.

Proprio per questo motivo le cave più vecchie rappresentano senza dubbio uno dei luoghi più interessanti per gli appassionati di carpfishing in quanto in grado di offrire la possibilità di incontro sia con molti pesci di tagli media che con qualche grosso esemplare presente da tanti anni.

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Le cave rivestono quindi un ruolo di grande importanza per gli appassionati di questa tecnica di pesca tanto che al giorno d’oggi molte cave del Nord Italia ma anche qualcuna al Centro, vengono dedicate dai gestori esclusivamente al carpfishing.

Sondare il fondale

Lo scouting ed il plumbing sono i fattori maggiormente determinanti per la buona riuscita di una sessione di pesca in questo tipo di acque. È assolutamente necessario andare ad individuare quelle zone in cui i pesci amano sostare, ma soprattutto dove sono soliti alimentarsi.

Parte di tale azione esplorativa è eseguibile anche semplicemente a vista (al massimo utilizzando un paio di occhiali dotati di lenti polarizzanti) andando a ricercare canneti, fronde di alberi che si protendono in acqua, alberi caduti o semi sommersi, manufatti ecc..

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Per una “mappatura” più completa dell’ambiente che ci sta di fronte è necessario sondare con attenzione anche il fondale con l’ausilio dell’ecoscandaglio oppure semplicemente con il metodo del plumbing standosene con i piedi ben saldi a terra.

Le carpe stazionano pressoché a qualsiasi profondità ma a noi interessano più le zone di alimentazione che quelle di stazionamento.

Per provare a incrementare le nostre possibilità, dovremo cercare di individuare tutti i cosiddetti “scalini”, cioè le variazioni di profondità più o meno repentine che spesso caratterizzano le sponde ed il fondale delle cave, oppure cercare le secche e i canaloni, facendo le opportune distinzioni su dove pescare anche in base alla stagione che ci troviamo davanti e che spesso determina la temperatura esterna e dell’acqua ed il grado di esposizione al sole della superficie della cava.

In sintesi dovremo quindi cercare qualsiasi cosa situazione che vada andare a rompere la monotonia del fondale e possa quindi suscitare interesse nel pesce facendo attenzione anche ai cambiamenti di consistenza del fondale (morbido/duro, fango/ghiaia…) che spesso rappresentano le aree di alimentazione predilette per la carpe, specie se i fondali sono piatti ed uniformi.

Attrezzatura

Come per ogni altra tecnica di pesca, l'attrezzatura sarà specifica e rispondente alle più svariate esigente con cui colui che pesca in questi spot può venire a contatto. Per pescare in cava andremo ad utilizzare delle con azione compresa fra le 2.75 e le 3 libbre. La versatilità di questa scelta ci consentirà di non solo di effettuare lanci lunghi e di forzare i pesci lontano dagli ostacoli, ma anche di pescare senza problemi nel sottoriva.

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I mulinelli dovranno essere robusti, ed i più indicati sono quelli appositamente progettati per carpfishing, che andremo ad imbobinare con un nylon dello 0.35 oppure con un trecciato da almeno 30 libbre specie se abbiamo una forte presenza di alghe.

Zavorre da circa 100 grammi ci consentiranno di pescare bene dappertutto.

Per quanto riguarda i terminali, meglio scegliere ciò che normalmente ci dà più fiducia sia per presentazioni pop-up che affondanti, ricordandosi sempre la diffidenza dei pesci in questo tipo di ambienti: terminali possibilmente discreti con ami piccoli e realizzati con materiali mimetici o trasparenti sono sempre da preferirsi.

Esche ed inneschi

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Molte cave, specie le più famose e ricche di pesci di taglia, vedono una costante presenza di carpisti sulle proprie sponde, con una pressione di pesca molto forte e quindi con carpe ed amur che saranno molto ma molto sospettosi ed attenti ai particolari.

Spesso per avere successo occorre uscire dal coro con scelte radicali ed in controtendenza rispetto agli altri pescatori; Se per esempio tutti usano esche grosse e pasturano molto anche su largo raggio, noi dovremo cambiare strategia e pasturare nei pressi dell’innesco con stringer o sacchetti in pva.

Mai e poi mai dimenticare le granaglie, mais su tutte, visto che spesso questi ambienti sono popolati anche da amur.

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Condotta di pesca

Visto lo stress cui sono spesso soggetti i pesci sarà opportuno cercare di essere i più discreti possibile durante la battuta di pesca, limitando al massimo rumori e vibrazioni e soprattutto cercare di differenziare l’approccio su ogni canna in maniera tale da avere più possibilità di cattura.

In una grossa cava  è assolutamente fondamentale avere un ottima conoscenza della conformazione del fondale in tutti i settori.  

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Uno stringer con qualche pallina ed altre 10 boilies lanciate con cobra o fionda nei pressi dell’innesco saranno più che sufficienti.......

Una miscela composta da mais, boilies e fioccato di mais inumidito con l’acqua d’ammollo delle granaglie risulterà irresistibile per le carpe e gli amur.

Amo piccolo, terminale in fluorocarbon e qualche chicco di mais intervallato da pezzetti di schiuma galleggiante per alleggerire l’innesco: un’arma letale in tutte le cave.

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