Esca per Spigola. Quale Scegliere per la Montatura Bolognese

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L'arrivo della stagione autunnale per il pescatore da terra significa una cosa sola: pesca alla spigola!

Un pesce ambito, ricercato, lunatico e sfuggente, croce e delizia della stragrande maggioranza degli appassionati di questa disciplina. Per avere la meglio su questo predatore, avversario principe delle nostre battute di pesca, c’è solo una soluzione: imparare a conoscerlo!

In queste righe, diversamente dal solito, abbandoneremo l’analisi di canne, mulinelli e lenze, dando spazio alla sua alimentazione, o meglio alle sue abitudini alimentari in funzione dei diversi ambienti.

Ma di cosa si nutre la spigola? Questo è il primo interrogativo da porsi. Le possibili prede, fonte di nutrimento per la spigola, abbracciano un ampio spettro di organismi animali, vediamo quali:

  • Vermi marini
  • Crostacei
  • Altre specie di pesci

Ovviamente, all’interno delle tre categorie di animali sopra descritte, vi sono diverse variabili, che cambiano in funzione dei vari habitat frequentati dalla spigola. Possiamo quindi, per praticità, ricondurre tali ambienti a due macrocategorie:

  • La foce ed il porto canale 
  • La scogliera (naturale o artificiale) e la spiaggia

Questa suddivisione è stata fatta per praticità, al fine di raggruppare meglio ed analizzare le prede che costituiscono la dieta alimentare della spigola in tali ambienti.

Rispettando la scaletta delle categorie animali precedentemente citate, possiamo osservare che i vermi marini sono appetiti in entrambe le macrocategorie.

E’ doveroso precisare però, che non tutte le tipologie di vermi sono originarie dei nostri mari, anzi, spesso e volentieri sono importati nel nostro paese al solo fine di essere commercializzati per la pesca sportiva.

Facciamo adesso un po’ di chiarezza:

  • Koreano, Americano e Saltarello sono vermi marini appetiti dalla spigola in ogni ambiente, ma non sono autoctoni della nostra Penisola, essi, infatti, provengono rispettivamente da Cina, America ed Asia, pertanto non si trovano in natura nei nostri mari.

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  • Discorso diverso, invece, per l’Arenicola che a differenza degli altri è un verme di mare nostrano rinvenibile nelle spiagge visto che vive all’interno della sabbia. Il fatto di essere autoctono, e quindi mangiato perché già disponibile in natura, lo rende molto più adescante rispetto agli altri un po’ per tutte le specie di pesci.

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  • Un discorso a parte lo merita la Tremolina. Essa è di due tipi: nostrana o d’importazione.

La prima tipologia ha il suo habitat nelle foci salmastre dei fiumi del nostro paese, dove vive all’interno di substrati fangoso-sabbiosi. La seconda, invece, come per gli altri vermi precedentemente menzionati, viene importata, più precisamente da Francia e Portogallo.

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Allo stesso modo dell’Arenicola, la Tremolina nostrana ha una chiara marcia in più da un punto di vista del numero delle catture, visto e considerato che è fonte abitudinale di cibo per diversi pesci che vivono in ambiente salmastro, come spigole e cefali. Talvolta, in tale ambiente, i pesci stanziali diventano talmente selettivi da cibarsi quasi esclusivamente di questo anellide.

Terminata la trattazione dei vermi marini, passiamo adesso ad analizzare le tipologie di crostacei di cui si ciba la spigola. Ovvero, essenzialmente due: gamberi e granchi.

  • Gambero

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Nonostante questo piccolo crostaceo sia presente in natura sia come specie d’acqua dolce che salata, il gambero più diffuso nei nostri mari è il gambero di scoglio (Palaemon serratus). Facilmente rinvenibile tra gli anfratti di scogliere, sia naturali che artificiali, ma anche in zone salmastre di foce o nei porti-canale, nei tratti terminali dei corsi d’acqua dove la salinità è sufficientemente elevata da permetterne la sopravvivenza. E’ assente, invece, nei pressi di spiagge sabbiose dove la mancanza di ripari rende tale habitat non idoneo alla sua sopravvivenza.

  • Granchio

A differenza del gambero, dove la specie rinvenibile è essenzialmente una sola nei diversi ambienti, questo crostaceo presenta ben tre differenti variabili, tutte appetite dalla spigola, le quali abitano diversi habitat. Esse sono il granchio di scoglio, il granchio di foce ed il granchio di sabbia.

  • Granchio di scoglio

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Come dice il nome stesso abita le scogliere della nostra penisola, dove trova riparo nelle spaccature tra uno scoglio e l’altro. Durante le mareggiate, a causa del loro impeto, i granchi tendono spesso ad essere strappati via dalle loro tane, finendo in balia delle onde e diventando così un facile spuntino.

  • Granchio di sabbia

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Si trova sui fondali sabbiosi dei nostri mari dove si nasconde sotto alla sabbia, anche grazie al grande mimetismo che contraddistingue il suo esoscheletro. Si trova esclusivamente in questi ambienti ed è facilmente predato dalle spigole durante situazioni di mare mosso, anche se talvolta, anche a mare calmo, le spigole possono cibarsene mentre sono intente a grufolare sul fondo.

  • Granchio di foce

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Si trova esclusivamente in ambienti di acqua salmastra, dove costituisce un alimento essenziale nella dieta delle spigole che colonizzano tali ambienti, in quanto risulta essere una fonte di cibo disponibile in buona quantità e facilmente reperibile senza troppo dispendio di energie.

Le specie di pesci che costituiscono fonte di alimento per la spigola sono numerose, sia in foce che in mare. Ritornando alla suddivisione nelle due macrocategorie citate antecedentemente, per quanto riguarda la foce ed il porto canale, le specie appetibili sono anguille, ceche (anguille allo stadio giovanile), cefali e latterini.

  • Anguilla

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E’ un pesce caratterizzato da un corpo allungato, serpentiforme, che colonizza praticamente tutti gli ambienti di acqua dolce e salmastra. Trova riparo nascondendosi nella fanghiglia del fondale, o nei pressi di qualsiasi ostacolo presente nel letto del fiume o del canale che possa fornirgli un buon rifugio. In questi ambienti per la spigola, l’anguilla è una preda abituale e assai gradita, anche se non è possibile impiegarla come esca, in quanto è diventata una specie protetta a livello europeo, pertanto ne è vietata sia la pesca che la detenzione.

  • Ceca

Non è altro che lo stadio giovanile dell’anguilla. Durante il periodo invernale e primaverile, le ceche risalgono in maniera massiccia foci e canali, in quanto provengono dal mare, dove le anguille mature sessualmente hanno effettuato la deposizione delle uova. Lunghe pochi centimetri, e di aspetto semi-trasparente, le ceche, durante la loro risalita, mettono in frenesia alimentare le spigole, che ne vanno letteralmente pazze. Anch’esse però, come le anguille adulte, non sono esche legalmente impiegabili, in quanto vietate.

  • Latterino

E’ un piccolo pesce lungo pochi centimetri, massimo dieci, che si contraddistingue per la sua caratteristica livrea argentea. E’ un pesce gregario, vive in fitti banchi e svolge un ruolo importantissimo nella catena alimentare di foci e canali. A differenza di anguille e ceche può essere catturato ed impiegato come esca, anche se una volta innescato sull’amo tende a morire molto rapidamente, perdendo gran parte del suo potere attirante. 

  • Cefalo

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Anch’esso è un pesce caratteristico di foci e canali, è inoltre ben diffuso anche in prossimità della costa, nei pressi di spiagge e scogliere. Preda e pesce esca per eccellenza per svariati predatori, dal pesce serra alla grande leccia, il cefalo, specie negli stadi giovanili è fortemente predato dalla spigola sia in foce che in mare, andando a costituire un alimento tipico della dieta della regina.

In mare, nel vero e proprio senso della parola, ovvero riferendoci a spiagge e scogliere, i pesci che costituiscono le tipiche vittime della spigola sono essenzialmente il Sarago Sparaglione, il Sugarello e l’Occhiata.

  • Sarago Sparaglione

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E’ un piccolo sparide, il più piccolo tra tutti i saraghi. Ha una livrea argentea, che spesso sfuma sul violaceo con caratteristiche pinne gialle. In scogliera è una specie gradita dalla spigola, spesso si tende ad usare lo sparaglione come esca nella pesca a fondo col vivo, che risulta vincente sia di giorno che di notte.

Specialmente nella pesca notturna, nelle sere di luna piena, lo sparlotto tende ed emettere dei riflessi in acqua, dovuti appunto al riflesso della luce della luna sulla sua livrea, richiamando e stimolando inevitabilmente l’attacco della spigola.

  • Sugarello

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Pesce gregario, vive in branchi numerosi nei pressi della costa. Non è raro nelle giornate di tempo incerto e bassa pressione, assistere a scene dove grosse spigole cacciano i sugarelli in superficie in scogliera. E’ possibile impiegarlo vivo come esca pescando a galla con galleggianti di dimensioni generose, frequenti però potranno essere le abboccate di pesci serra che ci costringeranno ad utilizzare il cavetto in acciaio.

  • Occhiata

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Come il sugarello, è anch’essa un pesce gregario che può essere impiegato per la pesca in superficie col vivo, rimangono come già citato prima, le problematiche inerenti l’eventuale attacco dei serra. Non è raro, quando viene effettuata la pesca coi palamiti in prossimità della costa, assistere a catture di grosse spigole che sono andate a cibarsi di occhiate che a loro volta erano rimaste catturate dall’amo del palamito.

RIFLESSIONI

Il notevole numero e la grande varietà di prede appetite dalla spigola nei vari habitat ci impone di riflettere al fine di capire bene cosa mettere all’amo in funzione dei suoi ben precisi gusti alimentari.

Pulire personalmente il pesce esaminandone il contenuto dello stomaco, e un modo semplice e sicuro per capire, in quel preciso ambiente, quale sia o siano le prede che vanno per la maggiore. Nel caso che “ l’autopsia ” evidenzi prede legalmente impiegabili come esca, tipo granchi, gamberi o cefali, non ci rimarrà altro che procurarci tali esche ed innescarle con fiducia sui nostri ami.

Se invece, il contenuto dello stomaco evidenzia la presenza di anguille e ceche, non legalmente utilizzabili come esca, non ci resta altro che ingegnarci nel trovarne una consentita che ne imiti il più possibile forma e movimento, come avviene ad esempio per il verme koreano, il quale ha dovuto gran parte del suo successo proprio al fatto che imita molto bene due alimenti non impiegabili come esca (anguille e ceche).

Un ultimo consiglio che sentiamo di darvi è quello di utilizzare sempre esche disponibili in natura. Abbandonate più che potete baluardi inossidabili come bigattino e vermi marini d’importazione, un alimento non disponibile in natura, in quei precisi ambienti, susciterà maggiore sospetto e renderà la spigola più restia a lasciarsi ingannare.

Al contrario, prede massicciamente disponibili come gamberi, granchi e pesci, endemici ed autoctoni dei nostri mari, renderanno tutto più semplice, in quanto la spigola se ne ciberà in automatico, senza sospetto, talmente assuefatta ed abituata alla loro presenza nei rispettivi habitat da non curarsi di filo ed amo.

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