L'Approccio Migliore per Insidiare Grufolatori e Predatori a Surfcasting in Inverno

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Durante il periodo invernale, spesso sono i venti freddi a farla da padrone, venti che spaccano in due la penisola poiché, da un lato, il mare si forma, mentre, dall'altro si stira e diventa una tavola con acqua quasi cristallina, una condizione molto difficile da affrontare.

Spesso, però, il vento gira dalla parte giusta e... vediamo come affrontare questi repentini cambi di condizioni meteo, quindi da mare calmo a mare formato anche in maniera importante, icona del surfcasting.

Scegliere la spiaggia

Scendiamo sotto la superficie ed immaginiamo il fondale sabbioso paragonandolo ad un campo coltivato. Il flusso delle stagioni fa sì che il terreno si prepari per una nuova semina, oppure che faccia germogliare il seme rinnovando il ciclo produttivo, ma se tutto questo viene sconvolto da un cambio di stagione repentino ed un rivoltamento del fondo continuativo e permanente, siamo di fronte ad un arenile esposto a continui fenomeni, la spiaggia, diventerà sterile perché il continuo disperdersi degli organismi, quindi del materiale produttivo, che si disperde rapidamente, renderà la spiaggia difficile da affrontare oltre a garantire scarsissime possibilità di cattura. Quindi, siamo di fronte ad una spiaggia sterile.

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Dobbiamo cercare a questo punto spiagge fertili, dove i fenomeni ci sono, ma in maniera graduale, arenili poco esposti a perturbazioni e venti poco favorevoli alla pesca. Dobbiamo cercare, quindi spiagge profonde e ad alta energia dove il materiale organico per disperdersi completamente ha bisogno di fenomi molto violenti e frequenti, cosa che accade di rado nell'arco di una stagione anche perché, queste, sono spiagge poco esposte, quindi ottime per la pesca dei grufolatori in genere che trovano, in questo ambiente cibo in quantità e condizione di habitat ideali. Ma non dobbiamo mai abbassare la guardia, nei momenti giusti anche sui predatori.

Due specie a confronto

Grufolatori e predatori condividono lo stesso habitat anche se hanno esigenze e comportamenti diversi. Mentre i grufolatori scelgono la zona in base al cibo presente nel substrato, i predatori lo fanno solo in base alla presenza di pesce foraggio. Però, non dobbiamo mai dimenticare il fatto che, anche il pesce foraggio, sceglie zone ricche di cibo perché deve pur nutrirsi. Ecco che ci riallacciamo subito al discorso che le due specie condividono lo stesso habitat.

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Per quanto concerne i predatori va da sé che la loro ricerca viene effettuata per lo più in zone di acqua salmastra come foci, canali e porti, innescando il vivo, dove è permesso, però, in condizioni di temperatura fredda, li incontreremo spesso in zone più ricche di cibo. In natura vige la legge di fare il minimo sforzo possibile per ottenere il risultato più alto.

I grufolatori, quindi hanno questo comportamento e, se in condizioni meteo poco favorevoli, quindi temperature basse e mare calmo, essi sostano in zone difficili da raggiungere, quando ci sarà una mossa di mare e correnti favorevoli a smuovere parte del fondale faranno il pieno di energie ed inizieranno a sostare in quelle zone trattate nei paragrafi precedenti. Parliamo di ombrine, saraghi e qualche bella orata.

Attrezzatura

A livello di attrezzatura concentreremo l'attenzione su canne dotate di buona potenza poiché potremo trovarci di fronte anche condizione al limite che metteranno a dura prova attrezzatura e pescatore, soprattutto quando la corrente e le onde spingono pregiudicando la tenuta dei piombi. Quindi canne di buona potenza capaci di scagliare anche pesi importanti controvento.

Per quando riguarda il mulinello si consiglia un rapporto di recupero 4,5:1, buona capacità di caricamento della bobina e forma di quest'ultima che faciliti la fuoriuscita del filo.

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La scelta del piombo

Nelle condizioni di mare formato non dovranno mai mancare nel cassone piombi sferici che comprendono un peso che va dai 130 ai 200 grammi. Può capitare che l'uso della sfera come zavorra non sia idoneo alle condizioni di mare che ci troviamo di fronte.

A tal proposito dovremo concentrare l'attenzione su altre forme: coni, piramidi e, se serve fare distanza, forme ogivali dotate di spike. I piombi a piramide offrono una buona tenuta, ma al tempo stesso non facilitano molto il lancio perché hanno un volo scomposto sollecitando in modo eccessivo la parte finale della canna.

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L'esperienza maturata nel tempo, ci insegna che se una canna riesce a lanciare una zavorra sferica da 200 grammi, il peso dei piombi di forma differente dovrà essere almeno del 25 per cento inferiore al limite di potenza massimo che abbimo verificato, quindi nel caso specifico non dovremo superare il 150 grammi.

I piombi ogivali dotati di spike hanno un volo perfetto durante il lancio però, ovviamente hanno un “disancoraggio” molto più difficoltoso. Per i piombi dotati di rampini si consigliano configurazioni di travi con snodi alti e con terminali che si fermino almeno ad un palmo dal piombo onde evitare che il nylon vada ad ingarbugliarsi nei braccetti metallici.

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Esche da inverno

Durante il periodo freddo anche la temperatura dell'acqua del mare scende. In acqua fredda la propagazione di scie odorose risulta essere pari a zero, quindi dovremo giocare soprattutto su esche molto visibili, ma allo stesso tempo nutrienti.

Un'esca micidiale per il periodo è il cannolicchio fresco che va ad interessare diverse specie di pesci, mormore e spigole comprese. Se non riusciamo a reperire cannolicchi di dimensione adeguata, ma troppo piccola, andremo a raddoppiare l'innesco. Ottimo anche il bibi, molto gradito dai saraghi, ma se vogliamo tentare il pezzo da novanta, ottime le fasolari, il cardium, seppioline e calamaretti innescati interi.

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